guarda che è normale mamma

La pantofolaia

Mi piace stare a casa. Ultimamente pure di più. Che non ho capito se è perché sono più stanca e quindi anche tutta la smania di fare ogni pomeriggio qualcosa in compagnia è scomparsa perché preferisco di gran lunga tornare a casa e giocare a sdraiarmi sul tappeto, saltatemi pure addosso, magari mi faccio un tè che ok, se lei non si mangiasse dieci biscotti magari una cena decente la farebbe, o semplicemente perché ho trovato un po’ di pace. Probabilmente dipende anche dalla fatica immane che si fa a spingere un passeggino abitato da uno di 14 chili con una pedana che ne porta un’altra di 18, che diomio le curve stanno diventando impossibili e i miei polpacci da guinnes (e pure la cervicale) e quindi dove altro vuoi andare? Sta di fatto che quando rientro in casa tiro un sospiro di sollievo. E così, quando mi invitano a uscire di sera accetto, ma non sono mai troppo convinta. La pantofolaia mi urla nell’orecchio ma dove vai, che poi ti stanchi? Ma dove vai che è lontano, fa freddo, magari poi torni tardi (cioè, manco mia madre). Ma io faccio finta di non sentirla e accetto. Perché poi so che mi diverto, stacco e sto bene. Accetto perché in realtà razionalmente (e so essere molto razionale se voglio) so di aver bisogno di farlo, soprattutto quando le giornate passano tutte uguali, con un caffè al mattino, unico momento in cui, appena mollati i due, faccio finta di poter andare con calma, e poi la corsa a cento all’ora davanti al computer, che no, non vuol dire che mi son messa a fare running, ma vuol dire che in questo periodo ho troppe cose da fare e non è che volgio continuare ad ammorbarvi con ‘sta storia, ma è la storia del momento e da qualche parte deve venir fuori. Comunque, poi mangio qualcosa e ultimamente vuol anche dire una banana e una brioche così non perdo tempo (no Silvia così non va bene) e arrivo alle quattro, rubando l’ultimo minuto, per correre agli orari di uscita. Che basterebbe uscire dieci minuti prima per non correre, come basterebbe alzarsi alle sette e venticinque invece che trentacinque, ma io a quei dieci minuti di sonno non ci voglio rinunciare. Quindi con loro, ultimamente, me ne torno a casa, e così in realtà la corsa finisce, ma la fatica comunque continua. E lei è in fase dammi tutte le attenzioni che vuoi se no mugolo e a me viene il nervoso perché non sopporto il mugolio. E lui è in fase mi arrampico ovunque e possibilimente sbatto pure violentemente che tra un po’ chiameranno i servizi sociali per sospetta violenza, ma ve lo giuro che fa tutto da solo, provare a frequentarlo per cinque minuti per credere (è comunque il bambino più santo del mondo, amolo. Ma cavolo quando dicevano è maschio vedrai. Ecco, sto vedendo. Qualcuno lo fermi).

E quindi, dicevo, se mi invitano, io accetto. Perché ho anche bisogno, molto, di stare anche un po’ lontana da loro, con la testa e le braccia e le orecchie libere, senza la cena da fare e i pigiami da mettere. Senza doverla mettere a nanna con il lungo rituale di raccontininnanannelavatiidentifailapipìilbidetlavatilemani (lui è santo dicevo, lui basta appoggiarlo, non c’è problema). E una serata tra amiche è bella. Come un concerto. No Xfactor no, quello è più bello dal divano di casa a twittare. Ma anche se accetto, prima, non ho mai voglia di andare. E penso che farei meglio a starmene a casa, che l’energia di andare fuori e sgarrare sull’orario di messa a nanna (mia) possa compromettere il giorno dopo. E sicuramente c’è anche un po’ di senso di colpa,  che uscire più di una sera a settimana mi sembra troppo sia per loro che per il papà (c’è ancora molto su cui lavorare, è evidente). Sono nata pantofolaia, mi obbligo (mica troppo, ma ogni tanto sì) a togliere le pantofole. Perché fa bene. Apprezzatelo (che c’è ancora molto su cui lavorare l’ho già detto ver0?)

E che servirebbe semplicemente una settimana di vacanza, in isolamento, località Piumone e Sofà, si è capito? A quel punto, probabilmente uscirei tutte le sere (crediamoci). Per ora no.

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Comments (3)

  1. Pantofolaia anche io…Dicembre mi fa sempre il duplice effetto di energia e stress e voglia di casa e di tè e di baci. Mi aspettavo un post conclusivo di questo anno..per te decisamente importante…a quando? Intanto ti lascio un abbraccio e gli auguri per un nuovo anno, una nuova avventura!!!

    1. auguri a te, carissima. niente bilanci quest’anno. il nuovo post è il massimo che ho potuto fare 😉
      Ricominciamo. sperando che sia un bell’anno.