guarda che è normale mamma

E’ tutto sotto controllo

O quasi.

A volte (e per a volte intendo ciclicamente, da quindici anni a questa parte, a volte con frequenza alta -prima, a volte più sporadicamente – ora) il mio bel marito fa un punto della situazione. Coppia-famiglia-lavoro. Solitamente ne esco frastornata, della serie cado dal pero, davvero sta succedendo tutto questo? Di solito la risposta è sì, solo che non me ne ero resa conto. Presente quelle coppie dove uno dei due è analitico, empatico, sensibile e l’altro va avanti come un treno trascurando un po’ la parte emotiva. Ecco, io sono l’altro. Meno male che lui no.

Comunque, il punto non è questo. Il punto è che un paio di settimane fa, vedendo la sottoscritta in cortocircuito, ovvero uno di quei momenti dove corricorricorri, vuoi fare, vedere, scrivere, arrivare, ma poi a fine giornata sei solo stanca e pure un po’ musona, il signor marito bello mi ha chiamato a rapporto. E il risultato della chiacchierata è stato molto semplice. Decidi chi sei ora e cosa vuoi. Riposizionati. E’ stato un anno difficile (che, gli dico di no?), è stato un anno con un bimbo in più e un nonno in meno, un anno di cambiamenti lavorativi grossi, per tutti e due, un anno di scelte mica da ridere, un anno di nuovi sogni, ma anche vecchie delusioni. Insomma, un anno come tanti forse vivono. E forse vivremo.

Vabbè. E’ bastato poco. Ho capito che il cortocircuito me lo stavo creando da sola, lavorativamente parlando. Che a far la cassiera del supermercato (non me ne vogliano le cassiere) forse starei meglio. Bip bip bip. E alla sera stacchi. E invece no, mi son scelta la professione dove la testa va a mille all’ora tutto il giorno, pure al week end. E prima almeno me ne stavo in una redazione tutto il giorno, non è che potessi star  lì tanto a cercar altro, ora invece ho me e il mio computer e la testa va. E allora scrivi a quello, proponi a quell’altro, che bello sarebbe questo, intanto faccio quest’altro che mi arriva lo stipendio. Cose

«Ok, Silvia, capisci cosa ti piace di più e investi su quello. Perché solo così puoi uscire dal cortocircuito. Tutto non puoi fare, tutto non è detto che tu lo debba fare ora. Puoi scegliere.» Già.

Dov’è il problema? (che poi, sia chiaro, mica è un problema vero, ma per dire).

Che stamattina stavo uscendo di casa. E mi son data le priorità. Solo che dopo la prima Ah sì, quella è sicuramente la mia cosa preferita, ho pensato alla seconda, ah cavolo però se ci fosse quello, e poi alla terza, vabbè ma se parte quel progetto lì è ovvio che è quella la mia cosa preferita.

Non se ne esce. Se non che oggi ho ricevuto una telefonata che aspettavo da tanto. E mò, in una settimana già troppo piena di per sé, c’ho pure l’ansia da prestazione. Che va benissimo. E meno male che c’è.

Però Silviè, ti voglio bene. Ma meno male che vai in vacanza settimana prossima, così magari ti chiarisci le idee (ok, fate finta di niente, quando vado al mare succede di tutto, guardo il mare e mi vengono mille altre idee, soprattutto perché svaligio le edicole. Tipo che il mio libro è nato al mare? Tipo che la telefonata di oggi è il sogno della mail del mare dell’anno scorso, scritta mentre coccolavo una pancia all’ottavo mese? #perdire)

Va benissimo così. Ma ogni tanto staccare la testa non sarebbe male… bip bip bip (davvero, non me ne vogliano le cassiere, ma avete capito).

 

 

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Comments (12)

  1. Ma infatti la cosa più difficile è capire cosa scegliere non scegliere! Che suggerimenti ti da’ tuo marito, pur bello che sia (dicono in giro eh!)
    Baci!

    1. 🙂 Ok, l’ho tirata troppo corta. é ovvio che il cosa è importante. Ma il suo intervento è stato a gamba tesa su imbruttimenti che stavo avendo. Ma meno male che lo fa 🙂 (è bello è bello)

      1. 😀 ahhaha
        comunque sì, ci vuole qualcuno che ad un certo punto ti metta un freno. Io ho dei momenti in cui entro proprio in un vortice di imbruttimento. Solo che ho un caratteraccio e quando mi si dice qualcosa mi arrabbio anche… Che periodo Silvia cara 🙂

  2. Uscire dal corto circuito? Ma per andare dove? Riposizionarsi, decidere cosa come quando si è e per fare cosa. Questo, perdonami, è gergo maschile. Loro si, per quanto empatici, sono bravi a fare il punto della situazione e a mettere qualche mensola per casa. Sono programmati geneticamente per questo, fare una sola cosa alla volta, farla bene, chiara e circoscritta. Fanno questo da millenni perché se avessero cacciato gli orsi e costruito palafitte con mille pensieri per la testa sarebbero finiti sbranati o morti di freddo. Noi no, siamo programmate per essere une, trine, tentacolari e ubique; non è colpa nostra è che ci disegnano così. E’ una faccenda di sinapsi, interconnessioni neuronali, non sto ad entrare troppo nel dettaglio ma abbandonando le metafore che descrivono queste differenze di genere (due mondi diversi, Marte Vs Venere, il giorno e la notte) siamo proprio biologicamente diversi, noi e i signori puntodellasituazione. Chiamala natura selvaggia, per dirla alla Pinkola Estès, noi corriamo con i lupi e loro li cacciano. Quindi ben venga il mare e le nuove ispirazioni. E ben venga pure il corto circuito perché spesso sta lì, tra due fili scoperti, la parte più autentica di noi.

    1. Ovviamente in poche righe di post non ho potuto scrivere tutto e bene, ma vi assicuro che “riposizionarsi” non è in termini maschio padrone che dice mettiti al tuo posto, trova il tuo posto. è nei termini di marito che mi conosce meglio di me (e non esagero) e sa quando ho bisogno di una sferzata di raddrizzamento. Se mi vede scontenta quando invece basterebbe “riposizionarsi” per vedere prima le cose belle (che ci sono e anche tante) invece di fermarmi alle brutte minuscole allora vivrei meglio. questo era. Aiutarmi a focalizzare sulle belle. Ho fatto scelte belle. Perchè devo perdere tempo a incistirmi sulle delusioni piccole? cose così. Il corto circuito è ok. Ma siccome dura da un po’, anche capirci un po’ di più male non fa 🙂

  3. Silvietta cara, mi sento esattamente come te, con la differenza che il mio compagno non fa bilanci e che non ho ricevuto la telefonata che aspetto da anni.
    Faccio 10 cose in attesa di quella giusta, mi dico che l’importante sia tenere in movimento la testa, ma poi? Alla sera sono a pezzi, non ho combinato nulla, non so quale sia la mia strada e non riesco ad incanalare le energie nel modo giusto.
    Come si fa? Non dirmi che devo pagare centinaia di euro un life coach perché non posso!

    1. Si viene a Milano, si fa una bella chiacchierata con un’amica appena trovata, si mettono a fuoco le situazioni. Perché se con me son terribile e meno male che c’è lui, con gli altri son più brava. E magari troviamo un obiettivo nuovo e facile, di quelli che alla sera ti fan andare a letto un po’ più contenta. Sempre a pezzi. Ma contenta. 🙂 ok? non resta che segnare in agenda.

  4. Cara Silvia!! un pò che non riuscivo a passare da te: per favore appena possibile mi contatti che ho smarrito la tua e-mail?
    Dicevo: è un pò che non passo e cosa trovo? un post bellissimo che parla di tutte noi.
    Questo è un momento in cui anche io vorrei riposizionarmi e ho deciso di farlo buttandomi alla ricerca di un desiderio che ormai trascuravo da tempo: il secondo pargolo.
    Forza con gli incrocini!
    Il punto è un altro: laddove io sono riposizionata ( e per capirci la metà della coppia analitica e sensibili e che porta avanti quasi tutto) dall’altra parte c’è il socio che è in un momento di “carriera mon amor” e che si “posiziona” solo sulle sue modulazioni di frequenza..insomma..un bel casino!
    un abbraccio e per capirci: penso che tu sia bravissima a fare life coaching autonomo!;)

    1. è normale (aahhah) non essere sempre allineati. ma tu usalo per il tuo nuovo desiderio, non è che ti deve dedicare tanto tempo. ahahah. scherzo ovviamente. in bocca al lupo e muovi le braccia davanti a lui tipo “ehi, laggiù, ci sono anche io”. di solito, dopo un po’, mettono a fuoco 🙂 bacio grande. ti ho mandato mail

  5. Io ho preso le mie decisioni più importanti bloccata da un corto circuito.
    E poi, se non provi tutto, come fai a sapere cosa ti rende più felice?
    Goditi le vacanze e lascia girare i criceti nel cervello: loro sì che sanno cosa fare.
    Bacio

    1. già. e questa settimana ne ho provata una di queste tante cose. ed è sicuramente in cima alla lista. dannazione. 🙂