guarda che è normale mamma

S.O.S Tata a domicilio

foto ©Beatrice Avallone

L’altro giorno ho telefonato a Tata Adriana.

Per scettici e snob, sappiate che ok, è una delle tate di S.O.S Tata, programma tv che può piacere o non piacere (non dichiarerò mai pubblicamente che mi piace e che lo guarderei tutto. Shhhht), ma Adriana Cantisani ha una formazione di tutto rispetto da fare invidia a mille pedagogisti. Quindi, approfittiamo del volto noto, ma facciamoci anche dare qualche dritta. Ah già, mi scusi Tata Adriana, sto facendo un’intervista, non devo parlarle dei fatti miei, ma già che ci siamo…

L’avevo incontrata in occasione di un evento organizzato per Bio presto Baby, il detersivo per lavare i capi dei bebè (ehm, cosa? Andrebbero lavati con un detersivo apposta?). L’evento era stato molto carino, tante mamme blogger, tanti bimbi (e io disperata perché pensando fosse solo lavoro non avevo portato la mia Patata gigante) e una lunga chiacchierata di gruppo con la Tata. Non avendo però avuto occasione di parlarle di persona, (complice un pezzo che devo scrivere), abbiamo chiacchierato al telefono.

Quello che le ho chiesto lo  trovate qui.

Ma questo lo ha detto lei a me, panzona all’ottavo mese, mamma di una Patata che avrà un fratello o una sorella. Che magari sembra scontato. Ma forse non lo è. E lei dice di esserci caduta. E forse ci cadrò anche io. (Forse? Sicuramente)

«La vedrai grande. Non appena avrai il tuo secondo lei ti sembrerà grande. E forse saranno gli ormoni, chi lo sa. Ma quando urlerai contro di lei “non vedi che sta dormendo?/non fare rumore! Non fare così, non fare colà” guardati allo specchio, fermati e ricordati che lei è piccola, non è grande. E anche se ora ne hai uno nuovo da difendere, è normale che esca un forte istinto protettivo, lei non è grande. Lei è il tuo cucciolo.»

Oh sì, lei è il mio cucciolo. Quanto lo so. Ora.

Respira, Silvia, respira. Ce la puoi fare.

 

 

 

Leave a Comment

Comments (7)

  1. mi piace molto quello che ha scritto del ciuccio. In effetti la mia l’ha buttato spontaneamente e non è stato traumatico.

    Baci alla tua cucciola, che ho saputo che pronuncia il nome della mia zabetta benissimo 🙂

    1. Oh sì, le parole senza M e senza R sono quasi perfette ormai! 😉
      lei è una ciucciona… vedremo come andrà. ora come ora non ci penso proprio a toglierglielo, con il fretelsorella in arrivo.

  2. non mi fa onore dirlo, ma per ogni figlio successivo al primo ho dovuto.. come dire .. fare spazio. Spazio emotivo.
    Il bambino precedente s’è ritrovato grande suo malgrado, e non sono riuscita a evitarlo. Il gap tra l’uno e l’altro è diventato improvvisamente immenso.
    Quella cosa dell’amore che non si divide ma di moltiplica, ecco, per me non è stato immediato. Per qualche giorno tutti i sentimenti e le attenzioni si sono spostati sul nuovo venuto, prima di redistribuirsi (moltiplicare, aumentare, etc). Sono pessima, lo so.

    1. Ecco, io temo tutto questo. Non sei pessima. No no.
      Io temo il senso di colpa verso lei grande, che guarderò di più rispetto al piccolo? e allora senso di colpa verso il piccolo? boh, vedremo.
      so che non le dirò sei grande. anzi, forse glielo dirò. e poi mi mangerò le mani. vedremo. non manca poi così tanto per scoprirlo, no? 😉