guarda che è normale mamma

Che deliziosa malattia esantematica

No, parliamone, la varicella l’abbiamo avuta tutti. Ma io mica mi ricordavo ‘na roba del genere. Che c’è sempre l’amica che ne sa una più di te e la mia è sempre quella, quella che l’anno scorso mi ha detto “col cavolo che gliela faccio fare, io la vaccino” e io, solita bigotta medicale “ma l’abbiam fatta tutti, ma non vaccinarla, ma le vaccinazioni. Bla bla”. Aveva ragione lei.

Questo week end abbiamo assisitito a scene di panico, terrore, urla, dolore, prurito insopportabile. Che oggi poi mi han detto, be’ dai, una notte e un giorno tragici non sono neanche così male. Ora, per arrivare ad andare in farmacia alle tre di notte in pigiama “tragico”non definisce bene la situazione. Un freddo che ti vien da chiederti come facevi da ggiovane a stare fuori di notte. Le strade erano in movimento, tra bonzi e ragazzi dei Navigli. Io mi chiedevo solo “ma perchè?”

Il giorno dopo abbiam toccato l’apice. 12 ore di veglia di pianto disperato. Ho male, mi fa male, voglio il cerotto, voglio la cremina (che finire un tubetto di aciclovir in 12 ore forse non è salutare). Perchè poi figurati se non le veniva una pustola sulla bocca e ciao ciao amico ciuccio. E la sera. Oh, la sera. Metterla a dormire urlando, provandole tutte. Ma niente… Niente. Mi prudeeeeee

Le ho tolto il pannolino da poco più di una settimana, col febbrone ovviamente si è pisciata. Allora gliel’ho rimesso. Ma a lei lì prudeva. E allora, dopo un’ora e mezza di urla (un’ora e mezza, 90 minuti, contateli) ho deciso. Sai che c’è, spogliati, grattatela. La poverina si è addormentata in due minuti con la mano lì. Finalmente in pace. La notte poi è andata meglio. Solo sei sveglie. E il giorno dopo siam rientrati nella situazione “normale” di febbre e prurito, ma gestibile.

Ora la Patata incrostata è a casa, ha come premio di coraggio la tv accesa quasi sempre, che a ‘sto giro me ne frego, se la goda così la sua malattia.

Alla fine è andata bene, settimana prossima c’è il suo compleanno. E la festa di Natale a scuola. Scopriremo tra 15 giorni se Lion è protetto dall’allattamento o se se la fa anche lui (così come scopriremo se abbiam contagiato la sua amichetta del cuore, rovinandole il compleanno. Così, tanto per non sentirsi in colpa). Ma i conti tornano e dovremmo poter prendere l’aereo di Capodanno.

Si ringraziano quindi per la partecipazione

Aciclovir (comprato alle tre di notte, data una dose e poi, dopo aver chiamato la zia della migliore amica esperta di malattie infettive, l’amico pediatra dei nonni, scritto al pediatra in vacanza a instanbul, l’amica che ha i nipoti che l’hanno avuta pochi mesi fa, deciso di interromperlo. Perchè va dato subito, prima che le bolle siano ovunque, se no tanto non serve. E allora facciamone a meno visto che sembri la via lattea. Ce l’ho in casa pronto per la prima bolla di Lion)

Aciclovir in pomata (da spalmare sulle bolle)

Vea spray (da spalmare sulle bolle, per non far venire le crostone, lenisce il prurito)

Vea crema (idem, ce l’avevo già in casa, alterniamo per rendere divertente la cura)

Amido (detto anche SantoAmido, usato nell’acqua del bagno. Nelle ore di pianto inconsolabile ci ha regalato 45 minuti di tregua, con lei in versione pesciolino)

Malva (non usata, ma pare che messa nel bagno o passata direttamente sulla pelle aiuti. L’ho saputo dopo)

Rhus Toxicodernum (medicina omeopatica da prendere i giorni prima per evitare che venga troppo violenta. Purtroppo l’ho comprato venerdì… troppo tardi. Ma lo sto prendendo io per quell’altro che beve il latte, per il non si sa mai)

Polaramin (non usato, ma la sua amichetta -una delle altre 8 personcine basse contagiate della sua classe – ne ha tratto molto sollievo. Tra l’altro, 8 contagiati, ma io davvero speravo, credevo, che potesse non prenderla? Ingenua!)

Nurofen (perchè la Varicella può venire senza febbre. O con 39. Chissà noi quale versione abbiamo vinto?)

Vitamin dermina (talco lenitivo. Tanto per dire che le ho provate davvero tutte)

Con un farmacista più arricchito e un ponte rovinato, suvvia, ce l’abbiamo fatta anche questa volta.

Ora devo solo cercare di non farle staccare tutte le croste, ma questa è un’altra storia.

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Comments (5)

  1. ciao, è qui che ti racconto di quella volta che presero la varicella quella grande che aveva due anni, quella piccola che manco mezzo e quello grosso che ne aveva trentasei? solidarietà.

  2. Oh Cavolo. Confesso che io sono una di quelle per il no al vaccino contro la varicella, credo che già ne facciano un quantitativo folle e, poi, la varicella passa….certo che rimane il problema nel “mentre”. E non posso dire di non sapere come si sta, visto che io l’ho presa alla bella età di 26 anni e quindi me lo ricordo più che bene, anche se senza una linea di febbre e passata in una settimana netta.
    E quindi, ecco, sono molto consapevole che prima o poi l’incubo mi toccherà. Tanta solidarietà, e dai che è quasi passata! (ps speriamo per il piccolo, dicono che fino ai sei mesi o se allattati di solito la scampano)

  3. farla da grande dicono sia un incubo… -___- comunque oggi ho scoperto che non è il latte a proteggerlo ma gli anticorpi del parto. che fino a 4 mesi ci sono, poi meno. come dire… potrebbe non prenderla… ma anche sì. lo scopriamo settimana prossima o___O
    cmq, meglio farla subito che a 26 ann, no? 😉

  4. Io ti ringrazio perchè , navigando la notte di Halloween, tra foto di bollicine di varicella …cercando di capire se la mia nana la ha o no , aspettando di avere un responso domani dalla visita …. intanto mi hai fatta sbellicare dalle risate col tuo testo .
    sei fantastica Silvia ! 😉