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Come si va (e cosa succede) a una festa di Vanity Fair

Si inizia con una buona dose di tachicardia. Perché diciamolo, puoi fare la figa quanto vuoi e fare quella che “tsk, chessaràmai un party, son abituata” (con anche un maddechè, subito dopo, ma pace). e andare a comprare una robina qualsiasi da mettere una settimana prima mentre hai i figli in vacanza che così non devi correre, ma poi finisce che il giorno della festa (dopo aver stressato l’anima a qualsiasi amica di buon gusto della tua rubrica telefonica con foto inviate, meglio così o meglio colà, che lo shopping nel 2013 diventa con un’amica al di là del telefono e non più in negozio con te) ti verrà comunque la paranoia “checazzovuoldireabitodacocktail” (per dirla in francese eh!). Ora, per abito da cocktail si intende semplicemente un abitino fresco e carino possibilmente ad altezza quasi ginocchio che sia ok per un evento aperitivo cena. Detto questo ci puoi andare anche in lungo. E anche in jeans o in tuta se è per quello. Ma quando chi ti invita ti dice che è meglio l’abitino allora abitino sia. Che sarebbe super ok se negli ultimi mesi non ti fosse venuta la paranoia ginocchio. Che è la paranoia ginocchio? Quella che il ginocchio ti sembra grosso e la coscia pure e se mi metto qualcosa di lungo sono più a mio agio. Solo che appunto il lungo ha fatto uscire la paranoia “esepoisonol’unicainlungo?“. Ma nascere uomo no? Camicia bianca e pantalone e ciao? Comunque, va bene anche quello che hai già nell’armadio perché tu donna o ragazza normale sai vestirti carina. Quando invece sei come me che stai meglio in pigiama e le uniche cose decenti sono quelle che hai messo ai vari matrimoni, una volta e via e non ti vedi più addosso, allora dicevamo esci di casa all’ultimo e speri di avere fortuna. Hai un’ora di tempo perchè i figli non sono più in vacanza.

Alla fine mi son vestita così. E mi son sentita ok (se non fosse che ho fatto un buco sul vestito appena scesa dal motorino, accendendo la sigaretta, ma su, son dettagli, fa fico, mica l’ho comprato apposta)

L’evento prevedeva un salto in redazione (e per salto si intende  una quindicina di blogger vestite bene invitate dalla direttrice di Style.it non che ora vicedirettrice di Vanity Fair per celebrare la nascita di Vanity Radio, ovvero una web radio che per ora offre tanta musica in partnership con deezer, poi avrà veri e propri programmi, un po’ dei giornalisti della redazione (ci son già Caro direttore, del direttore, Svanity del vice, L‘oroscopo di Capitani) e altri un po’ tutti da inventare. Largo alle proposte, su. Quindi giro in redazione, saluti e video, foto per instagram e via. Chiacchiere tra noi, conferme che style.it non chiude ma anzi Style si unisce a Vanity (e quindi il blog non chiude, stappiamo lo champagne e salutiamo il dominio comprato) e godiamoci il far parte un po’ di Style e pure un po’ di Vanity.

La festa è stata in una location molto bella, molto verde. Chi ha mangiato di più son state le zanzare, ma questo mi fa pensare che ho una cosa in più da aggiungere alla lista del come si va a un party di Vanity Fair.

La lista:

1) vestita carina, possibilmente con un tocco un po’ glamour, anche se è vanity, non troppo elegante, ma neanche in jeans (ma c’era anche chi era in jeans). Nessuno criticherà come sei vestita, ma tutti guarderanno come sei vestita. Se sei a tuo agio, meglio.

2) borsa piccola ma che abbia abbastanza spazio per l’autan. No borsone che non c’entra niente con il vestito. Già lo sapete, però… c’erano un sacco di borse fuori posto.

3) voglia di chiacchierare. Perché dalle chiacchiere nascono incontri che magari ti servono anche sul lavoro. O semplicemente conosci gente simpatica. O ancora più semplicemente incontri qualcuno che già conosci e hai l’occasione per stare un po’ insieme.

4)  smartphone per fotografare, mettere su instagram e fare un live tweet dell’evento. Perché in fondo uno dei motivi per cui ti invitano è anche quello: parlare dell’evento.

5) evitare con il suddetto smartphone di fotografare la copertina che non è ancora in edicola di Vanity Fair sulla scrivania del direttore, non che ti venga in mente di farlo, ma magari lo fai e allora ti sei subito rovinata la reputazione. Ehm.

6) svuotarlo un po’ quello smartphone perché se poi devi perdere mezza serata a cancellare foto e video dall’archivio perché non ci sta più niente non è bello.

7) fare come se una serata del genere fosse la milionesima a cui partecipi, tsk vanity che sarà mai. C’ho un cocktail party pure domani. Che non vuol dire tirarsela, ma neanche fare quella che è madre di famiglia e non fa un aperitivo da mesi. Ok? ok.

8 ) già, non tirarsela. Dovrebbero mettere un cartello.

9) scegliere una compagna di festa simpatica. Perché in compagnia è più divertente che da sola.

10) comprare il libro di Paola Maria che se hai dubbi di stile te li risolve lei.

11) buttare via le insicurezze. Ok, elegante non ti piace stare, ma stai bene. Anche basta stressare le amiche e i mariti ok? Ok.

12) evitare il tacco 12 se l’evento è su un prato (e qui non c’è problema, se metto un 2 è già tanto)

13) salutare i padroni di casa quando te ne vai.

Mi pare tutto. Una cosa è certa, fatto uno ne puoi fare cento (non che fosse il primo, ma vanity è vanityansia e ora non ce l’ho più). E poi, siccome verranno “messi in palio” altri party, cioè verranno invitati anche i lettori di style e vanity, tenetevi pronte che non si sa mai.

Beccatevi queste foto (di Alfonso Catalano) di chi c’era, studiate i look e ciao.

 

La location. Casa degli Atellani a Milano

 

Ecco, dicevamo, in jeans. Lei può, tu no. Tu casomai lungo e skinny. Così no. Così solo Elenoire Casalegno, ok? Capito?
Il direttore di Vanity, Luca Dini (così ora se lo incontrate per strada sapete che faccia ha) e Caterina Balivo: abitino, pochette gialla. Copiare.
copiare pure loro: Fracesca Cavallini e Ilaria Spada. O ma la spada con chi è che aveva fatto un figlio che non me lo ricordo più?
Gente vestita. Giusto per darvi un’altra panoramica più normale dei look da party.

Invitatemi pure, son pronta.

PS: in fondo in fondo. questo è il video della serata. ciao.

http://www.vanityfair.it/people/italia/13/07/24/festa-vanity-fair-blogger

 

 

 

 

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Comments (9)

  1. Figo ho un’amica che scrive per Vanity! (posso vantarmi anche con le over 6enni, che della storia di Violetta ne ho riempito il Salento!)

    1. grazie 🙂 ma posso dirti? solo perché tu mi hai detto di cambiarmi (e ok, pure un po’ il marito “che mica hanno invitato le zingare”) buahahahah. grazie ancora! ora tutti a cliccare e comprare il tuo libro, su.