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Di ventotto ce n’è uno

Dovevo arrivare qui.

Mesi strani. Mesi del cazzo. Mesi difficili. Mesi di attese. Di molte domande. Poche risposte. Di cambiamenti. Elefanti. E rivoluzioni. Passi avanti. Passi indietro. Pensieri fissi. Pensieri mobili. Pagine bianche. Pagine scritte. Punti e virgole. Punti e capi. Punti fermi. Più che onde cavalloni.

Che fatica.
Molto rumore. Non per nulla, per molto.

Dovevo arrivare qui.

Sono stufa del rumore. Rimetto in ordine, che alla fine fa bene. Non solo a me.

E la cosa pazzesca è che basta capirlo. E deciderlo. E inizia già a girare tutto meglio. Oggi almeno.

Forse allora è facile?

(Ahaha. No non lo è. Ma è bello deciderlo. Tengo la musica in sottofondo, per non sbagliare)

Ps. Non so farmi le foto sorridenti (vabbè neanche quelle serie). Ma valga lo sforzo, è a corredo delle buone intenzioni.

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