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i libri degli altri

Pagine

Compro libri un po’ a caso. Da due anni solo italiani. Se hanno vinto un premio tendenzialmente penso che qualcosa di buono ci debba essere. La copertina fa metà del lavoro (purtroppo). Qui c’è lei che è la tipica lei in cui identificarsi. Lui è un anziano avvocato misogino che ne spara così tante sulle donne e il modo in cui (per lui) ragionano che qualche domanda te la fai. La trama scorre. L’amore c’è (non tra lei e lui). A domanda ti è piaciuto rispondo sì, senza esitazione.

Amo l’estate perché mi fa leggere di più. Amo i libri che mi fanno arrivare alla fine (perché non sono tutti). Tra quattro giorni parto. Ne porto tre. Non basteranno credo. Ma non so più leggere in Kindle e la carta pesa. Non vedo l’ora di stare su una sdraio con pagine in mano, vista onde. Non ho bisogno di molto altro per dire vacanza. Ci sono quasi. Resistenza.

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