img_9683.jpg

cose belle dietro le quinte musica

Prove all’Ariston

Anche quest’anno alla vigilia del Festivàl il teatro Ariston apre le porte ai giornalisti della Sala Stampa. Terza fila. Con l’orchestra che ti vibra accanto agli occhi degli artisti che hanno dentro l’emozione camuffata in professionalità. Il mio momento preferito.

Ecco cosa abbiamo ascoltato:

The Kolors: Frida (mai mai mai) è il brano più radiofonico del Festival probabilmente. E sul palco rende. Stash non sbaglia una nota. L’energia c’è ed è tanta. L’orchestra si mescola alle chitarre. Meglio che al primo ascolto (e al secondo si canta già a memoria). L’unica domanda è, ma il ‘mai mai mai’ aggiunto nel titolo all’ultimo era indispensabile? Tanto la chiameremo tutti Frida e basta.

Annalisa: Il mondo prima di te, Nali in questo pezzo è perfettamente a suo agio. E la voce bassa che arriva al mondo prima di teeee, è perfetta. (E comunque ha canzoni bellissime anche nell’album nuovo. Con Bye Bye tormentone certo)

Ornella Vanoni, Bungaro, Pacifico: Imparare ad amarsi è uno degli inni di questo Festival pieno di inni. Lei è in formissima, sente l’effetto vento a inizio canzone e dice ‘che è uno tsunami?’. Queen. Bisogna imparare ad amarsi, in questa vita. Io sono molto d’accordo. La canzone non la metto in playlist ma ne riconosco tutta l’eleganza.

Red Canzian: Ognuno ha il suo racconto. Quello di Red è super rock e super nostalgico e se io fossi mia madre un po’ mi commuoverei anche, ballando e scuotendo la testa. Direi ottimo per gli over. E per i cuori rock.

Ermal Meta e Fabrizio Moro: non mi avete fatto niente. Solo grandi (enormi) cuori. Ogni Festival tira fuori la mia canzone. È questa.

Ron: Almeno pensami. Gli addetti ai lavori dicono che vince, l’interpretazione è perfetta, Dalla è sul palco. Ma secondo me non vince. Oppure non lo so. Sono influenzabile. A istinto ho detto no. Rimane molto bella.

Luca Barbarossa. Passame er sale. Serve un cuore romano per apprezzarla. Per me Barbarossa è i viaggi in macchina con i miei e la sua cassettina siamo yuppi oppure iappi per chi mastica l’inglese. E preferisco tenerlo in quel cassetto del cuore lì.

Max Gazzé: La leggenda di Cristalda e Pizzomunno è poesia. E mi fa venire le lacrime.

Nina Zilli: Senza appartenere. Pazzescamente meglio dal vivo. Agli ascolti media. Qui forte. Forse anche perché Nina è bellissima e il palco se lo mangia.

Giovanni Caccamo: Eterno. Perfettamente sanremese, aspetto impaziente il duetto con Arisa.

Enzo Avitabile e Peppe Servillo: il coraggio di ogni giorno è un bel racconto. Una narrazione ritmata che non metto in playlist ma che non mi dà per niente fastidio dentro al Fesitvàl.

Lo stato sociale: una vita in vacanza. è quella che canterò pazzescamente contenta di più. Inno della vita (in vacanza). Tutti in piedi.

Mario Biondi: Rivederti. Passo. Sorry.

Noemi: Non smettere mai di cercarmi. La canteremo, è tra le radiofoniche. È una bella canzone, più la ascolti. Lei è un portento. Eppure.

Decibel: Lettera dal Duca. A parte la mia compagna di banco che proprio li trova super secsi, a me la canzone non dispiace affatto.

Diodato e Roy Paci: Adesso. Per me è sì. Avrei avuto bisogno di un ritornello più ritornello. Ma funziona, sale, ha un bel testo e un bel senso. E lui si merita una cavolo di possibilità vera, ecco.

Riccardo Fogli e Roby Facchinetti: Il segreto del tempo. Amore mio che ti amo ti sto implorando. MuOoore. I Pooh by the way. Eppure fa piacere vederli così emozionati.

Renzo Rubino: Custodire. È la mia rivelazione cuori. Persona dietro al personaggio. Gli si vuole bene. E il brano ha bisogno di più ascolti, ma poi entra.

Elio e le storie tese: Arrivedorci. Per me quando saluti saluti. Quindi ciao.

Le Vibrazioni: Così sbagliato. Sono loro, identità recuperata. Super radio. Anche qui, per chi ha anima rock, un calcio di rigore.

Domani si comincia. Superospiti che fanno effetto Festival nel Festival. Musica al centro. Solo la musica. Grazie quindi signor Claudio Baglioni per aver deciso che non avevamo bisogno di comici, sportivi e astronauti. A noi, a me, va benissimo solo la musica.

Stato, Ermal, Max, non vedo l’ora di avervi dentro a Spotify. ❤️

Leave a Comment