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Settembre, andiamo

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E dove andiamo? (nelle risposte non sono previsti torpiloqui, grazie)

Andiamo a diventare grandi. Tu alla materna, tu alla scuola elementare. Tu con uno zaino in spalla, con un ciuccio, un pupazzo e ai piedi un paio di scarpe da basket perché sei un campione, Tu senza lo zaino, con un grembiule e ai piedi qualcosa con le paillettes, perché i dettagli sono importanti (e magari il primo giorno, con ali e corona, non è il caso)

Andiamo al lavoro. In un nuovo ufficio. Perché la nuova vita è ormai iniziata da qualche mese, ma c’era in ballo anche un trasloco. E lunedì è ora di farlo. (Di me e di quanto amo i cambiamenti, orsù).

Andiamo a far buoni propositi. Perché è settembre. Ci sono quelli che non li fanno mai, quelli che li fanno a gennaio, e tanti di noi che li fanno a settembre. Ecché io no? Il più grande si chiama ordine. Dentro, fuori, di fianco. Dove volete. Credo sia l’unica cosa che mi serva, per ora. Ordine, permettendomi di fare disordine. E tutto potrebbe diventare più facile. (Avere mille buoni propositi, di cui il più importante poco chiaro, mi sembra un buon punto di partenza per vivere un nuovo anno più incasinata del solito. Daje)

Andiamo a ricordare. Perché ok pensare al futuro, ma anche non perdere il passato male non fa. E qui si parla di persone da portar sempre con sé, ne abbiamo tutti, no?

Andiamo a darci pace. Tanto la vita perfetta, con tutto al posto giusto, c’è solo nei nostri desideri. ‘Sta rincorsa a non si sa bene cosa non porta a nulla. Avere nuovi sogni e desideri fa sempre bene, ma continuare a pensare a “E se”, su scelte già prese, ha rotto. Ormai è fatta, continuiamo, tranquillizziamoci, cerchiamo di vivere al meglio quello che abbiamo, perchè diomio, lo abbiamo. E non serve neanche guardare la cronaca per capirlo davvero. Tanto non potremo mai avere tutto e quel che abbiamo (ok ok nella maggior parte dei casi non generalizziamo bla bla), VE LO GIURO, è abbastanza forse di più. Tanto vale.

Andiamo a sorridere. Basta ‘sti musi. Dei sogni di cui sopra, coltiviamoli e sorridiamo. Perché ormai abbiamo capito che a un certo punto si realizzano. E se fosse tutto e subito non sarebbe neanche così bello. Ecco, quest’ultima parte andiamo a insegnarla anche a quelli bassi di casa, già che siamo qui.

Andiamo a scrivere. Tanto. Di nuovo. Sempre. Per noi, per loro, guarda in su guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu. E se scrivi per lavoro tutto il giorno, non è detto che non ci siano altre parole da scrivere, dopo. Ritrovale. Ritroviamole.

Andiamo a dire andiamo. Perché fermi non sappiamo stare. E alla fine va bene così.

Il mio settembre è bello chiaro. Ottobre quasi un po’. E se tengo un po’ di quel che ho capito ad agosto, fan già tre mesi su 12. Siam già a buon punto. Del fatto che io parli al plurale non me ne preoccuperò.

Quindi buon anno. Love is the answer, tanto per continuar di luoghi comuni. Ma è la vera verità.

PS. Ah. Andiamo anche a dormire. Che il riposo è davvero troppo sottovalutato.

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Comments (2)

  1. Complimenti Silvia per come scrivi e per quello che scrivi. Sto leggendo, rileggendo e regalando “guarda che sono due!” dopo aver letto e regalato a tutte le mie amiche “di pancia” già “guarda che è normale” e mi ritrovo tantissimo. Sono una libera professionista che ama il suo lavoro creativo e ancora di più i suoi bimbi, anche io Milano, consultorio (corso Italia!), dopo la prima bimba al lavoro quasi subito con piccola al seguito per allattare e mille paranoie, per lei e per il lavoro… ora incinta di sei mesi di un maschietto, mi rassicurano tanto le tue riflessioni, saggia ed esilarante allo stesso tempo. E profondamente autentica, ho una mamma in chemioterapia proprio adesso e leggere le parole sul tuo papà commuove e fa bene, sembra di toccare con mano quell’affetto, anche persino nel rimpianto di non averlo invitato a restare dopo il parco e prima del parto (hai fatto benissimo!! Secondo me è stato ben contento di lasciarti lì sorridente e ritrovarti sorridente con bimbo fra le braccia). Bravissima, anche per come parli della crisi di coppia, ho letto quei capitoli al mio di marito e ci è servito un sacco, a sdrammatizzare e a parlare, e a capire che non siamo mica gli unici! Brava per come sai giocare a carte scoperte, per la tua brillantezza intelligente. Di solito non mi sdilinquisco e non scrivo mai sui forum, infatti probabilmente sono nel punto sbagliato… ma dovevo proprio dirtelo! Spero che, se il “maritozzo” non ti convincerà a scrivere un non c’è il due senza il tre, il tuo editor ti proponga un bel seguito di supermamme 2, alle prese con la prima infanzia e perchè no poi con l’adolescenza. Io di sicuro acquisto tutto, il tuo primo l’ho sia in cartaceo che kindle 🙂
    Grazie cara supermamma!

    1. Di solito non scrivi, ma che bello che tu lo abbia fatto. Ti ringrazio per ogni singola parola, ti abbraccio per la tua mamma, grazie grazie grazie. Il due senza tre manco se mi puntano una pistola alla tempia, ma su altri libri chi lo sa 🙂
      Davvero grazie. Non c’è un’altra parola, quando arrivano messaggi così.