fratelli guarda che è normale mamma

Perché due è bellissimo. Giuro.

Io sono figlia unica.

Ho avuto una bella infanzia in cui ho giocato tanto da sola, contenta.

Ok, forse il mio bisogno di avere sempre un’amichetta accanto o il mio legame con il cane che ho avuto per 16 anni e che è cresciuto con me la dice lunga sul mio bisogno di compagnia, ma giuro, non mi è pesato essere figlia unica. Per lo meno allora. Oggi un po’ me lo chiedo comesarebbestatose.

Detto questo, ho anche sempre saputo che di figli ne avrei fatti più di uno. Un tempo (fino all’anno scorso, mica secoli fa) dicevo tre. Ah ah. Fatto il secondo parto (che ok, non volevo che la Patata fosse figlia unica ) so che due è assolutamente il numero perfetto. Non sono programmata per partorire, anche basta (e poi ho una stanza sola per i bimbi, ho la macchina già piena di peli di cane e seggiolini, ho una schiena che è un catorcio, possiamo andare avanti per ore. Due, solo due, belle le famiglie con tre, ma va benissimo così, grazie)

Quindi.

Non ho scritto questo post per spaventare, sono la fan numero uno del secondo figlio. Fatelo, senza paura.

Perché è più bello. Anzi bellissimo.

Impari che l’amore può essere doppio. Se prima pensavo che fosse impossibile voler bene al secondo come al primo, ora so che è vero, anzi normale 😉 Ed è bellissimo scoprirlo. Quella roba lì non la provi solo una volta. Diventano due. Vale già questo.

Poi. Prima avevo paura che mi sarei persa qualcosa di lei, dovendomi occupare di un lui piccolissimo. Ora so che si ha occhio per entrambi, si seguono entrambi. E si vivono entrambi. In modo diverso. Ognuno con le sue esigenze. Ed è bello scoprire che sono diverse. E quando sei scarica e il suo sorriso ti ricaricava, ora nei hai due, tutti per te (che se lei ha il muso, sorride lui. E tu ti ricarichi lo stesso. Facile no?)

Lei e lui insieme sono la risposta a tutto. Non si può spiegare a parole perché è più bello in due, ma io che non ho mai avuto un fratello o una sorella vedo che lei lo ama. E lui ama lei. Non è amicizia. E’ amore. Che ti voglio bene lo ha detto prima a lui che a me.

E pure noi ci rilassiamo, ammettiamolo. Perché non c’è più un solo centro del nostro mondo di cui occuparci, ce ne sono due. E così, poco a poco, l’importante è stare bene insieme, c’è meno apprensione, è tutto meno fondamentale e allo stesso tempo di più. Diviso due.

E poi ancora. Se lei non cagava tanto il papà, finalmente arriva il secondo ad adorarlo. Un figlio per uno non fa male a nessuno. 🙂 Più amore per tutti è il nuovo slogan.

E poi ancoraancora.

Giocano insieme e lo faranno sempre di più, perché lui è ancora piccolo. Ma da quando ha sei mesi lei sta con lui. Se io sto facendo qualcosa, loro fanno altro, spesso insieme. Che al momento vuol dire arrampicarsi sul termosifone e mentre lei fa le acrobazie lui rischia di cadere di testa dall’alto. Ma sono insieme. Lui affascinato dalla sua sorella grande così brava, lei fiera di potergli insegnare qualcosa (ecco, magari compro due caschi finché l’insegnamento non diventa qualcosa di più gestibile).

Non si sentono soli. Sanno di essere in due. Sanno che sono uniti da qualcosa che va oltre lo stare insieme nello stesso ambiente domestico. Sono fratello e sorella. Saranno alleati. Anzi forse lo sono già. Quando capita che stiano divisi, la gioia dell’incontro vale tutto. E lei che non amava sentirsi sola, non lo è più.

Imparano a condividere. Che sembra un parolone. Ma lei dalla fase del tutto mio (tipica anche dei suoi due anni e mezzo di quando non aveva ancora un fratello) ora sa che non è tutto suo. E la manina di lui che arriva per giocare a volte dà fastidio, ma più spesso è compagnia. E “sai che questo gioco glielo legalo?”.

E anche.

Se sono impegnata, con le mani nelle polpette, e lui piange va lei a mettergli il ciuccio e lo intrattiene pure. Ti canto una canzone, vuoi?. Cioè, con uno dovevo fare tutto da sola e lavalemaniasciugalemaniarrivoarrivoarrivo.

Se lui è triste, lei c’è. E tra poco sarà anche viceversa.

Se lui balla, lei ride. Se lei salta, lui ride. Se lui si toglie le calze, se le toglie anche lei. E insieme mi sfidano. Ridendo.

E se domenica piove non devo più cercare disperatamente un’amichetta con cui farla giocare (qua dentro c’è cosa ne pensavo delle domeniche, con due non lo penso più). Perché il suo amichetto è già tra noi. Siamo in quattro, più forti di tutto. Anche delle domeniche invernali.

E in quelle stesse domeniche tra un po’ potrò insegnare che prima delle nove devono stare nella loro stanza a giocare. Perché potranno farlo. Insieme. E noi potremo dormire. Finalmente. Stappiamo lo champagne. (sì sì, lascerò dei biscotti a portata di mano, giuro)

Quindi ok, ammettiamolo, il secondo anno è un massacro di fatica fisica (no, il primo no), soprattutto se ti capita un leoneobeso che da santosantissimo diventa anche pazzo scatenato e si arrampica in piedi sul tavolo di vetro in meno di un secondo. Ma dal terzo, signori, io vado in pensione, perché sarà grande anche lui (grande ovviamente si fa per dire) e io sarò fuori dal tunnel. E loro saranno sempre un duo fortissimo.

Quindi sì, se viene la febbre a lei viene anche a lui (e a me. E poi al papà). Ma l’amore è doppio. Il divertimento pure. No, le coccole no, quelle sono quadruple.

 

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Comments (35)

    1. grazie. oggi ho ricevuto un sacco di commenti positivi… e pensavo pure di aver scritto male… non ho la percezione di quel che scrivo, mi pare evidente. 😉

    1. ahahah. ehm. ecco. non lo so. ma credo di sì. mettila al primissimo posto. per un po’. qui ha funzionato. poi ogni sorella/fratello grande ovviamente è a sè.

  1. Nessuno ha esperienza di famiglie in cui ci sono caratteri totalmente incompatibili!?
    nata per ultima in una famiglia numerosa, non mi sento di dire che ho passato una bella infanzia. non mi sento nemmeno di dire che il solo essere fratelli significhi amore incondizionato.
    all’amore genitoriale non ci sarà limite ma la visuale “dal basso” è un po’ diversa…forse ci sono famiglie più fortunate ed altre meno, ma la mia esperienza di figlia non ricorda che gli unici problemi fossero di litigare ed ammalarsi in contemporanea.
    Da piccoli litigi a cui non nessuno dà peso, giorno dopo giorno talvolta nascono rancori, ingiustizie che non possono essere sfogate perché ci si deve volere bene “per forza”. ad anni di distanza, ognuno con la sua famiglia, sembra andare anche peggio…il fare la pace per imposizione dei genitori, adesso si chiama ipocrisia. la voglia di condividere le proprie felicità, adesso diventa vanto e gelosia.
    vorrei riuscire ad essere una mamma consapevole di ESSERE madre di due persone, e non di AVERE una coppia di figli…

    1. “Da piccoli litigi a cui non nessuno dà peso”… dici bene. Tanto è qui. Bisogna dar peso a tutto. Fare attenzione a tutto. Io per ora gioco facile. Lei ha quasi quattro anni. Lui sedici mesi… è tutto ancora molto facile. Ovviamente conosco tanti fratelli che non si parlano più o che non hanno bei ricordi… Non lo so come sarà. Magari per ora sto facendo “tutto giusto” con lei e poi scoprirò che sto sbagliando con lui. Chissà. So solo che è un lavoro quotidiano. Basta una parola che le orecchie piccole possono mal interpretare e l’umore cambia. E allora bisogna fare attenzione. E provare ad ascoltarli, singolarmente. E provare a trattarli seguendo la loro unicità, perchè quello che va bene con lei non è detto che vada con lui. E bla bla, tante parole. Non lo so come sarà. Io da mamma, che siamo noi quelle dell’amore incondizionato, loro chissà, ci provo e spero ovviametne che rimangano legati(ssimi) per sempre. Ma chi lo sa. Bacio

  2. Un fratello/sorella è il regalo più grande e bello che possa fare un genitore ad un figlio. Nonostante la fatica, il sonno, le paure, le malattie, ecc
    I momenti di felicità ripagato tutto quanto sopra.

  3. Ciao Silvia ho appena letto la tua lettera…è a dir poco commovente. Al momento noi siamo una famiglia formata da tre….ma c’è in progetto di averne ancora un altro bimbo/a. Io sono la primogenita di tre sorelle, al contrario mio marito è figlio unico. Alla domenica è tappa fissa riunirsi dalla mia famiglia ed è così bello. I miei genitori sono entusiasti di avere tutte le proprie figlie e la loro nipotina di 2 anni emmezzo lì con loro. Infatti il desiderio di mio marito e anche il mio e di non lasciare la nostra piccola “peste” da sola. Così non sarà mai sola.

  4. Ke nell’inno al secondo figlio Silvia!!dopo pochi mesi dall’arrivo di Davide anche io non vedo già l’ora del secondo….quando torneremo a dormire otto ore ne riparliamo…cmq sei sempre grande!!1abbraccione

  5. ciao Sissi, come sai io vado poco su facebook e quando ci vado, entro di corsa, dò un’occhiata ed esco. Ma quando ti leggo, mi fermo un pò e quello che leggo mi piace sempre e mi fa bene al cuore. Baci a tutti e quattro

  6. Bhe…lo aspettavo questo post…
    ed era come lo immaginavo…
    Chissà quando sarà il mio tempo…
    Il tempo del doppio..
    E certo che non è facile e che non è che avere un fratello o una sorella ti mette al riparo dall’avere dei problemi, ma non è che uno resta solo e quindi non ci pensa più. No. Non funziona mica così. Concludo con una poesia pescata in rete: Alti e bassi, abbiamo corso insieme gridando di gioia, abbiamo scalato alte montagne, montagne russe,
    siamo precipitati verso il basso, il buio profondo, abbiamo poi guardato con occhi fieri, e dall’alto, il mondo.
    Abbiamo viaggiato nel bene e nel male, lontani nella stessa stanza, e vicini più che mai a chilometri di distanza.
    La vita passa, ma poche cose restano, pilastri fissi dell’esistenza.
    Tu, fratello mio, sei uno di questi.
    Non importa cosa ci riserverà il futuro e quali situazioni ci troveremo ad affrontare:
    so che comunque vada, adesso e sempre.. l’uno sull’aiuto e il rispetto dell’altro, potrà contare.
    Un abbraccio

  7. …post piovuto dal cielo, in un momento “molto complicato”, con un bimbo di 15 mesi ed uno “non programmato” in arrivo tra 7…il profondo sconforto ha lasciato spazio ad un barlume di gioia…spero che presto resti solo la gioia!
    grazie.

    1. Avrà 22 mesi… piccolo. ma non impossibile. E in poco tempo non si ricorderà neanche di essere stato da solo. E ti salterai tutta quella fase di possibile gelosia che ogni tanto c’è ed è forte. E saranno vicinissimi e cresceranno davvero super insieme. Immagino lo shock, ma alla fine è una bella distanza. Rimarrà sicuramente tanta gioia (pure un po’ di fatica… ma tanta gioia)

  8. Enri 4 anni e mezzo.
    Viki 2 anni e mezzo.
    E’ esattamente come dici.
    E anch’io ho la sensazione di un cerchio chiuso tondo e perfetto, pure se con quattro punti sarebbe più logico un quadrato. Chè di quadrato non c’è nulla.

    (e io pure sapevo già quand’ero incinta del primo che volevo il secondo, ma a differenza tua, proprio perchè ho vissuto e vivo la meraviglia di avere un fratello, l’amore di sangue ma senza conflitti generazionali; e tenere in braccio il mio nipotino e vederlo giocare con i miei figli… è impagabile)

  9. Io sono Lara , ho due splendidi microbi : il “grande” ha compiuto 3 anni ieri e la sua piccola sorellina ha 21 mesi. Han solo 15 mesi di differenza .
    Leggendo il tuo post ho sorriso molto e mi son commossa.
    Complimenti !!! devi essere davvero una mamma speciale e una superDonnaCazzuta , scusa il francesismo.
    p.s. continua a rallegrarmi coi tuoi post !
    Grande Silvia …e grande x il tuo amore x gli animali che condivido senza ombra di dubbio , sempre e comunque <3

  10. Ahahahaha rido perche anche io sono figlia unica e il mio cane era… mio fratello!
    La mia ha 16 mesi e hai scritto esattamente quello che penso… ma credo che passerà ancora un po’ di tempo.. non ce la posso fare!!!
    un’altra mamma blogger

    espritavivre.blogspot.it