guarda che è normale mamma

Pronti, partenza, ahia

Lo sanno tutti, mai dire a un bambino che si sta per partire (o uscire a cena da soli, o fare una cosa che vuoi fare da tanto e chipiùnehapiùnemetta)

Vacanza? Di sicuro arriva il febbrone, già lo sai.

Dovevano partire per Parigi, primo viaggio di coppia, da soli, lasciando i due figli a casa. Non se ne è ammalato uno. Si son ammalati tutti e due. 39. A casa.

Dovevano andare a cena fuori, ultima cena prima della seconda nascita, che dai al termine manca ancora qualche giorno. Ceniamo in ospedale tra una spinta e l’altra. (Sì, lo fanno già dalla pancia.)

Non si capisce come, ma lo fanno.

E se hai un’esemplare di bambina che non si ammala mai, non c’è problema. Finalmente dopo mesi che aspettavi di partire perché diciamocelo, quest’annetto mi ha un po’ provato, eri pure serena, ok a lui colava un po’ il naso, ma di febbri non ce n’erano in vista. E forse aver pagato l’assicurazione per eventuale rimborso, aveva esorcizzato la malattia.

Ma non la distorsione.

25 aprile, 24 ore dalla partenza. Pianto fortissimo, che lo stesso esemplare di bambina quando cade piange solo se si fa male davvero. Quel pianto lì era già segno di qualcosa di grave, ma su, non può essere, ora le passa.

Non le passa.

Tre ore dopo abbiam fatto la nostra prima gita al pronto soccorso, che in tre anni ammetto che non è male, ma la paura di una frattura c’è stata. Così come della non partenza.

Ma quello che ho imparato a sto giro è che loro ci provano, ma non sempre ci riescono.

Sta volta siam partiti comunque. Una bella fasciatura. La sicurezza di una non frattura. Un passeggino riesumato, le scarpe della Decathlon comprate, poi cambiate perchè non era il numero giusto, messe in valigia lo stesso non so neanche bene perché e che verranno riportate in negozio perché non usate, un po’ di sospiri perché “quanto si sarebbe divertita potendosi muovere”, e un po’ di sano “godiamocela lo stesso”.

Non si fa, ma abbiamo sbendato il piede e fatto il bagno in piscina innumerevoli volte. Al terzo giorno si è alzata in piedi. Al quarto siamo andati a vedere le caprepecoreemaiali, oggi ballava zoppicando.

Avremmo potuto fare passeggiate nei prati, correre per i sentieri, arrampicarci sugli alberi. Ma tanto pioveva. E forse queste cose quindi (senza forse) non le avremmo fatte comunque. E allora abbiam giocato, mangiato, nuotato, chiacchierato con gli amici, fatto saune e bagni turchi, guardato lui applaudire e frollarsi in piscina, lei ridere e imparare a nuotare con i braccioli senza tenersi a mammà.

E’ stata una bella vacanza.

E chi c’ammazza.

esemplare di Patata zoppa con piede fasciato su pony che si chiama come lei
esemplare di pezzo di paradiso. un applauso all'hotel Lanherof di Mantana per la piscina all'aperto riscaldata. Cioè, il bagno sotto la pioggia, parliamone.
esemplare di fratellino in sala giochi che guarda la sorella estasiato.
esemplare di campanile dal tetto rosso che per una che ama i campanili (lei) non è male averlo di fronte alla stanza
esemplare di mucca nella stalla, in una stalla con almeno venticinque mucche che han fatto muuuuuu tutte insieme.

 

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Comments (2)

    1. 🙂 è a posto. ma del tipo che la maestra oggi mi ha guardato come se fossi la classica mamma apprensiva e esagerata. valle a spiegare che cinque giorni fa urlava di dolore. oggi saltellava allegra, più teppa del solito. evabbè.