guarda che è normale Uncategorized

E’ tutto normale

Facciamo finta che sia tutto normale. Si deve andare avanti, dicono. Sembra passata un’eternità. Sembra ieri.

E’ tutto normale. Siamo andati dal parrucchiere. E per siamo intendo loro, che non sanno niente e che oggi hanno i capelli nuovi e io mi chiedo se sia normale portare dal parrucchiere un seimesenne a cui ho già tagliato i capelli quattro volte, forse cinque, rischiando di rovinargli il ciuffo all’ultimo giro e allora oggi l’ho fatto fare alla professionista delle forbici. E lei sorride con i suoi capelli nuovi e lui finalmente non ce li ha più negli occhi.

E’ tutto normale. Ho lavorato tanto e fuori casa in questi ultimi giorni perchè le consegne previste non vanno in vacanza ed è andata molto bene così, che fuori casa è meglio che in casa. Vediamo da domani davanti al computer, nel silenzio.

E’ tutto normale. Lo svezzamento è iniziato e un po’ mi spiace, ma finalmente è iniziato. Lui mangia a pranzo e a cena. Raschiando anche la pentola. Che se non faccio figli obesi e golosi non sono contenta. E ride, ride per tutto. E meno male che ride.

E’ tutto normale. Di notte dormo. Finchè lui non si sveglia per chiacchierare allegramente, che dico Lion son le cinque e quaranta, non è che parliamo tra qualche ora? Meno male che mi dà retta e dopo un po’ si riaddormenta. E meno male che lei non si sveglia. Che di insonne a quel punto basto io.

E’ tutto normale. Lei ha sempre ballato, ma ora lo fa solo con il tutù. Che le principesse mica ballano senza. E canta, canta canzoni tutte sue che quelle imparate non son belle uguali. E quando le dedica a lui, quello ride, ride di gusto. E dopo ride anche lei. E io sorrido. Mi viene anche un po’ da piangere, ma sorrido.

E’ tutto normale. Dopo due settimane, quasi tre, pare che si possa far finta di niente e non parlarne più di continuo. Il tempo cura tutto. Sarà. Che paura che lo sia. Invece no. Son passate solo due settimane, quasi tre e, anche se lo show must go on, la testa non si schioda da lì. La pancia non si schioda da lì.

E’ tutto normale. La vita va avanti.

E poi all’improvviso, quando ormai pensavi che se ne fosse già dimenticata, probabilmente ricordandosi quanti complimenti riceveva da quel signore lì seduto sul divano, nel gelo di una giornata qualunque, con i suoi capelli nuovi, lo dice. E poi li facciamo vedere al nonno. Ma… ma dov’è il nonno? Non c’è più, Patata, ti ricordi che te l’ho detto, anche se non me lo hai chiesto? E con estrema semplicità, quella che solo lei sa esprimere e vivere, sorride. Oh be’, ma dopo magari torna!

No, Patata, non torna. E tu non lo sai ancora cosa vuol dire. Ma io sì.

E allora come può essere tutto normale?

Leave a Comment

Comments (2)

  1. Forse ora non ti sembra così, e ti fa pure male, però secondo me l’inconsapevolezza della Patata è una cosa bellissima.
    Vi abbraccio

  2. Non è facile. Oggi un’amica che ha perso suo papà mi ha detto che diviene “automatico” fare i conti con quella presenza-assenza per tutto il resto della vita. Diviene parte di noi. Ed è così che si va avanti. Un abbraccio vero