guarda che è normale mamma storie

E voi, figli niente?

Una domanda normale, che a un certo punto, se sei in coppia da più di tot anni, o se semplicemente hai più di tot anni, prima o poi qualcuno ti fa. Se poi ti sei pure sposata, stai certa che arriverà in fretta. Io mi sono sposata gggiovane. E me l’hanno fatta, eccome. E dopo due anni hanno smesso. Come se non aver fatto figli dopo due anni di matrimonio volesse dire solo una cosa, che il territorio era minato, che forse non potevamo averne, che quindi era meglio non chiedere. Pensare di credere alla nostra versione “per ora no” forse era troppo semplice.

Poi un giorno io e quel gran gnocco di mio marito 😉 ci siam guardati in faccia e abbiam deciso che forse potevamo provarci. Prima lui di me, a dirla tutta. Ma l’ho assecondato e poi ho capito che era ok anche per me. E… E niente, la Patata gigante non ha trovato la strada subito. La cicogna incaricata probabilmente era in volo da altre parti o semplicemente si sollazzava su un tetto, sta di fatto che son passati mesi. Un anno intero. Poi un anno e mezzo. Poi un po’ di più. Io non ero sicurissima di volere allargare la famiglia quindi l’attesa non è stata sofferta, diciamo che il tempo trascorso è servito a prepararmi. All’inizio. Di certo dopo un anno, essendo nata un po’ ipocondriaca, qualche paranoia ha iniziato a venirmi. Perchè ti insegnano da quando capisci che la cicogna in realtà non esiste e i bambini si fanno invece in quel modo lì, se lo fai senza precauzioni rimani incinta. Uhm, come no. Ho capito che chi rimane incinta per caso quando il figlio non lo vuole un po’ di sfiga ce l’ha. Cioè, devi beccare un giorno su 30, 31 se non è novembre, april giugno o settembre. L’ovulo se ne va in giro solo per 24 ore, possiamo parlarne? Comunque. Poi il test, non è che dobbiam star qui a creare suspance, ormai lo sapete, è stato positivo. E io ho tirato un sospiro di sollievo. Perché a quel punto ho scoperto che potevo avere figli. E ciao ciao ansie e paranoie.

Ieri sera ero a casa da sola e quindi, invece di guardare la solita e amata puntata del serial di turno (al momento Shameless, niente male), ho navigato, twittato (o meglio letto i tweet, ché non avevo niente da dire) e scoperto tramite una mia amica blogger un nuovo blog, che si chiama come il titolo di questo post, appunto. E mentre lo so bene che il mondo delle mamme blogger e vastissimo, non sapevo proprio che ci fosse una realtà così grande di blogger non mamme, ma che mamme vorrebbero essere. Sono arrivata da Nina. Che cerca. Insieme alle altre cacciatrici, come si chiamano loro. Cacciatrici di bambini. Bambini che non arrivano. E’ un blog bellissimo, pieno di storie che l’emozione che c’è lì la senti tutta. Pieno di emozioni, che ti vien voglia di gridare, dai cazzo cicogna, smetti di sollazzarti e fai il giro giusto, segui la strada, ci son pure gli aiutini, fai qualcosa, ma vai lì, per favore!

Bambini desideratissimi, che sempre a quella lì che rimane incinta per caso uno dice, ma dove cavolo è il senso. Se lei non lo vuole, dallo a chi invece non vuole altro.

Storie di coppie fortissime, perché per percorrere quei percorsi ci deve essere tanto amore. Tanta forza. Tanta pazienza.

Come tutti, ho anche io amici che non ce la stanno facendo. O ce l’hanno fatta dopo un percorso travagliatissimo. O non ce l’hanno fatta punto. Ed è difficile. Ma non sono le mie storie, quindi non le racconto. Di certo so che io non so cosa avrei fatto se la cicogna si fosse persa davvero. Me lo chiedevo prima, me lo chiedo oggi. Non lo so. So che ringrazio ogni giorno di avere di là una personcina bassa che tossisce tutta notte e si sveglia “ma non preoccuparti è solo un po’ di tosse” e un ometto minuscolo che sgambetta alle cinque, mentre lei tossisce, dimenticandosi che è ancora notte.

Su twitter si fa il tifo per Nina.  Sul suo blog si fa il tifo per tutte. Io tifo. Per lei. Per loro. Per le mie amiche che tanto lo vogliono. E che forse, leggendo Nina, si sentiranno un po’ meno diverse. Un po’ meno sole.

 

 

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Comments (16)

  1. Sono commossa, davvero. Grazie, per il tifo certo, per il sostegno, per le parole di apprezzamento, ma soprattutto per la delicatezza con cui ne hai parlato, per la comprensione profonda ^__^

  2. e si noi diversamente fertili siamo veramente tante, siamo un esercito silenzioso per il mondo (più che altro per l’ Italia) , ma siamo rumorosissime tra noi. E si perchè essere infertili non sta bene, ma noi esistiamo eccome se esistiamo!!

  3. Bellissimo post, sono andata a vedermi anche il blog di Nina, ma devo dire che il suo modo di parlare dell’argomento non mi piace. Ok la sdrammattizzazione, ma una cosa talmente personale e delicata che mettere le fotografie dell’iniezione mi sembra eccessivo. Questa spettacolarizzazione va ad ingigantire e dare importanza solo alla sua situazione (come se fosse l’unica!) quando si sa ormai, che in Italia, sono sempre di più le donne che ogni giorno fanno cure su cure per avere una gravidanza nel silenzio completo e senza fare pubblicità. Mi è sembrato troppo, senza togliere niente a Nina per carità…

    1. non credo che l’intento sia di spettacolarizzare… non conosco nina, ma così a naso mi sembra che abbia trovato l’unico modo per convivere con questa situazione, buttandosi su racconti, foto, grafiche… si racconta. poi è ovvio che può anche non piacere. a me è piaciuta soprattutto la parte di condivisione storie, si raccontano, si ritrovano, un po’ meno sole. grazie per il “bellissimo” cmq 😉

      1. Non lo so qual’e’ il suo intento però trovo il tutto di poco gusto! È’ un argomento così delicato! Tu invece sei bravissima tocchi sempre il punto, spero di leggere presto un tuo libro! 😉

        1. E’ proprio questo il problema secondo me, le persone non ne vogliono parlare, l’infertilità è ancora un tabù per tanti, troppi. Nina racconta il suo percorso,doloroso come quello di tanti altri “diversamente fertili” , e lo fa con ironia, a volte anche con crudezza, ma sempre con onestà, non vedo che cosa ci sia di poco gusto. Voglio dire, devi intraprendere un percorso di procreazione assistita? Devi fare una fivet? Per forza devi farti le iniezioni di ormoni. Punto. Lei questo racconta,la sua storia, il suo percorso, giorno per giorno, vorrei capire che cosa c’è di così delicato? Questa è la Vita. (e Nina, lasciatelo dire, la sa raccontare davvero bene) Inoltre il suo blog serve a lei come valvola di sfogo, ma serve anche a tante sue lettrici che non si sentono più sole, in un mondo in cui il loro problema è troppo “delicato” per poterne parlare con tranquillità…….

          1. Ok che sull’arogomento l’Italia si bigotta e mal informata, ma questo perchè nella mentalità italiana una coppia che non può avere figli viene additata come coppia inutile ad esistere! Ma neanche si può parlare dell’infertilità con leggerezza. Trovo ridicolo mettere delle foto di iniezioni e poi del loro abbraccio, come se fosse stata la scena di un film, per non parlare poi del commento di lui che dice di essere nato per fare queste cose con lei! Troppo davvero troppo! La questione è che l’argomento è delicato e va vissuto nella coppia e non è una cosa da pubblicizzare nel mondo! Stanno cercando di avere un figlio mica di girare quel famoso film con Jim Carrey per intenderci! Credo che certe immagini offendano la sensibilità di molti ed anche se ha un seguito dovrebbe tener conto anche di quella parte di popolazione, che pensa che mettere al mondo un figlio sia un gesto sacro da preservare da occhi indiscreti!

  4. @Antonella: Credo che siano davvero poche (e ti parlo per esperienza personale purtroppo) le persone che stanno cercando di avere un figlio e non ci riescono, che non provino empatia per Nina, che non capiscano la sua quotidianità fatta di speranze, di attese, di difficoltà e si, anche di Meropur. E’ questo il grande punto di forza del blog di Nina, l’aggregazione, la comprensione profonda tra persone che stanno vivendo la stessa cosa. E questo non è affatto spettacolarizzare, è raccontare i fatti, in maniera nuda e cruda. Quanto al fatto che lei ne parli con leggerezza….. ti consiglio di dare un’altra possibilità al suo blog, iniziando a leggere la sua storia dall’inizio, penso che cambierai idea. Se poi non lo farai, ti do il consiglio che darei alle persone che si sentono “offese nella loro sensibilità”, sempicemtente non leggere. Ma vedi che allora si ritorna al punto di partenza: non si vuole vedere, non si vuole sentire, vivete il vostro dolore a casa vostra e non fate trapelare nulla, è una cosa troppo intima… Già già…questo mi fa capire come mai l’Italia ,come dici tu, è bigotta e mal informata.

    1. diletta la fecondazione assistita esiste da decenni! Trovo squallida la cosa, posso leggere e commentare. E per quanto riguarda me potrei avere anche una laurea ad honorem sull’argomento! Quello che è sbagliato e che in Italia le più bigotte sono proprio le mamme naturali che fanno sentire male chi non riesce ad avere un figlio al primo colpo o per caso! Le donne in generale sono stronze e con questo ti ho detto tutto! A Nina auguro che tutto vada per il meglio! Se poi dovesse andare male dovrà sopportare anche il peso di aver reso la cosa pubblica. ma immagino che tu ci sia già passata giusto? Se così non fosse il mio parere può valere quanto il tuo,… già di questa Italia bigotta e mal informata! Anche tu stai andando a farti una pera?

  5. Scusa ma non si capisce bene quello che scrivi, comunque,per quanto ne so io potresti avere anche una laurea in materia, ma lasciatelo dire mi sembri piuttosto male informata e soprattutto mi sembri spaventata, al punto che ti sembra di cattivo gusto il raccontare un percorso di fecondazione assistita. Che poi in fondo non mi sembra tanto più intima del racconto, per esempio di gravidanze, parti e vita quotidiana coi bambini di migliaia di altri blog..oppure quelli si vanno bene e non offendono nessuno?. Quanto al fatto che le donne siano stronze con le altre ti rispondo che dipende dalle donne, ma certo sentire una donna che dice di trovare squallido il difficile percorso di un’altra solo perchè ha deciso di condividere la sua storia su un blog e addirittura di sentirsene offesa nella propria sensibilità mi da alquanto da pensare. Quello che ti auguro io invece, e te lo auguro di cuore, è di non doverti mai trovare in vita tua ad affrontare un percorso del genere e tutto ciò che ne consegue, compreso il “farsi le pere”.

    1. Il mio commento è generale, il tuo giudizio invece è su di me. La mamma non ti ha spiegato che non si giudicano le persone, e per giunta senza conoscerle. Io non ho definito il suo percorso squallido, anzi! Ho solo detto che il suo modo di presentarlo è squallido, magari spera di scriverne un libro o di farci un film? Non è certo così che allevia la sua sofferenza o trova conforto, te lo posso assicurare! Fare un figlio è una cosa più complessa è delicata, è un momento sacro il percorso di fecondazione assistita e chi non ci passa non può capire. Credo che quella disinformata sia tu cara mia! Poi che ne sai tu del percorso che ho dovuto affrontare io nella mia vita? Certe non sono affari tuoi e non ti devi permettere di augurarti nulla per me perchè non mi conosci. Vedi tu sei la rappresentazione di questa Italietta che si spara le pose pensando di sapere tutto anche se di esperienza non ne ha! Auguri e figli maschi!

  6. Ma che cosa stai dicendo? Quello che dici per te vale di certo anche per me, non hai idea di quale sia il mio percorso quindi non ti scaldare. Ho cercato di spiegarti, e senza aggredire, dove secondo me avevi male interpretato quello che scrive Nina. Questo tuo sentirsi presa nel personale mi dispiace, non era mia intenzione ma non permetto, proprio come te, che mi si definisca senza conoscermi, quindi calmati perchè proprio non è il caso di agitarsi tanto. Se ho giudicato qualcosa, ho giudicato quello che hai scritto, che è nero su bianco, e non certo te come persona visto che non ti conosco. Quello che mi dispiace è che tu non voglia perdere nemmeno un attimo del tuo tempo per cercare di considerare un punto di vista diverso dal tuo, ma visto che sono queste le premesse è inutile anche che cerchi ancora di spiegarti come la penso. Ah quanto agli auguri di figli maschi, non avevamo detto che non dovevamo permetterci di augurarci nulla visto che non ci conosciamo??? 🙂 Saluti vah..