guarda che è normale mamma

Quali sono i tuoi hobby?

L’altro giorno ho compilato un questionario, avendo il tempo di farlo con lui che dorme e lei in vacanza, volendo ricevere un cofanetto pieno di regali che spero, ora che l’ho compilato, arriveranno. Come in ogni questionario che si rispetti a un certo punto ti devono profilare. E così, via con le domande di rito. Anni, professione, titolo di studio, le so tutte. E poi lei, la domanda più facile in teoria. Quali sono i tuoi hobby?

OH PORC… cioè, io so benissimo quali sono i miei hobby. Solo che ho scritto la risposta perché li so. Non perché davvero li stia praticando. Una domanda così semplice mi ha mandato in crisi. Da quant’è che non mi dedico a qualcosa che mi piace fare, da quant’è che non mi ritaglio tempo per me? Quando sono con lei faccio la mamma. Quando non sono con lei lavoro, scrivo, lavoro, scrivo. Fino a prima del pancione riuscivo a ritagliarmi un po’ di tempo alla sera, fondamentalmente scrivevo anche in quel caso (ma scrivere è anche un hobby, su, fatemela passare), ma ogni tanto riuscivo anche a dedicarmi ad altro. Poi con la pancia la resistenza serale si è trasformata in nulla, dovevo andare a dormire, non c’era spazio per altro. Ora pure, riesco a guardare un telefilm accanto al bel papà, ma poi crollo, in attesa della poppata notturna.

Quali sono i tuoi hobby? Giuro ce li ho. Solo che…

Se a questo aggiungi che il giorno dopo, alle tre, orario in cui di solito mi preparo per andare a prenderla al nido, mi son ritrovata senza di lei, quindi senza nido, ho avuto un secondo attimo di smarrimento. E quindi, ora che faccio? Che facciamo? Cosa si fa senza una duenne da intrattenere (uh ma quanto mi manca la duenne!)? Sono uscita di casa, con carrozzina al seguito e ho fatto una passeggiata. Per la prima volta da sola, cioè con lui, ma senza accompagnatori per panza troppo grossa o due bambini da gestire. Da sola con i miei pensieri. E ho capito che per quanto noi mamme ci ripromettiamo di ritagliarci spazio per noi e spesso ci riusciamo, ci perdiamo un po’ via nelle nostre abitudini. Io per lo meno. Le giornate, nel mio caso i pomeriggi, vengono organizzate in modo che giri tutto comodamente, in funzione dei bimbi. Lo spazio che rimane diventa di commissioni, lavoro e ogni tanto, quando quello spazio c’è, cura di sè, regalati una manicure. Ma gli hobby me li son dimenticati. Le cose che mi piace fare me le son dimenticate.

E’ ora di riprendersele.

Sul come poi ci ragiono.

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Comments (8)

  1. Ieri sono ritornato a fare la maschile partita di calcetto dopo 10 mesi. Evviva il tempo per se. Suggerisco anche operazione che facciamo di tanto in tanto io ed MPS: una sera li tengo io e tu esci e una sera tu ed io esco. Spesso la stanchezza prende il sopravvento, ma di tanto in tanto tutto ciò è rigenerante. Se i piccoli non accettano il fatto che uno dei due esca senza di loro funziona sempre la scusa del “Vado a lavoro, a torno presto”. Che poi uno di sera che lavoro farà mai non si sa…ma questa è un’altra storia.

    1. le serate libere ci sono. il tempo basta prenderselo. è che bisogna ricordarselo più spesso che ce lo si può prendere 😉

  2. Il tempo per se’ e’ fondamentale, anche se poco, anche se rosicchiato tra i milioni di impegni di mamma. Senza nessuno spazio per dare ascolto a quello che siamo, col tempo corriamo il rischio di dimenticare l’essenziale, perdendoci qualcosa di importante. La vera sfida e’ capire come riempire quel COME!!! E non e’ molto facile 🙂

  3. Ieri 17 luglio, Percorso Verde (parco cittadino).
    Saluto due o tre amici uno di seguito all’altro.
    “Mamma ma da quand’è che conosci queste persone?”
    “Mah, da sempre. Da quando vado a scuola”
    “E quando le frequenti?”
    Già, quando? Mai.
    Con imbarazzo e incredulità ho preso atto del fatto che ho permesso alla mia vita sociale di appiattirsi sulla loro – genitori dei loro amichetti e dintorni.
    Hobby? What’s hobby? E io ero una sportivona, mannaggiamè.