guarda che è normale mamma

Il neonato è facile

La fase bebè è facile. Lo dicevo la prima volta. Lo dico la seconda. E giuro, non sono pazza.

Un neonato mangia, dorme, fa la cacca. Fine. Certo piange. Ma piange per uno di questi motivi di solito. Ok, ci sono anche le coliche che magari rovinano un po’ l’idillio della facilità, ma vogliamo mettere una colica paragonata a un capriccio di una duenne? Il neonato è facile.

Meno facile è se la colica capita insieme al capriccio, ma questa è un’altra storia.

In questi giorni vivo  divisa a metà. Riposo al mattino con il neonato sulle gambe mentre scrivo, guardo Real Time a più non posso diventando una semi professionista di trucchi con Clio Make up o di decorazione di torte con Buddy. Ho un bisogno quasi viscerale di spendere soldi in profumeria per un blush e un primer, sapevatelo. Pisolo. Rimango chiusa tra le mie amate quattro mura con un deumidificatore che tende a far sembrare respirabile l’aria di luglio.

Al pomeriggio mi trasformo in mammabis. Vado a riprenderla all’asilo, scoprendo quanto è più complicato uno spostamento con due figli invece che uno, ma chi c’ammazza, noi ci muoviamo. La porto a mangiare il gelato. E andiamo a chiedere aiuto alla nonna, nel suo giardino, dove sono rimasti i pochi bimbi presenti in città (ma davvero sono tutti al mare/montagna/lago? preferisco pensare che non escano di casa perché fa troppo caldo). Lì un po’ gioco con lei, un po’ dondolo lui, un po’ sudo che così tanto non sudavo da quell’estate del 2003 che tutti sempre nominano quando fa così caldo, un po’ faccio strage di zanzare che quest’anno si muovono a gruppi di tre, ne stai ammazzando una ma nel frattempo le sue compari che ti sanno distratta ti stanno pungendo a tradimento. Poi torno a casa, faccio il bagnetto a lei, se tutto va bene senza tenere in tetta lui, se no scopro il superpotere della mano destra che può fare da sola quello che prima faceva solo con la sua compare. Poi lavo lui. Poi cucino per lei. Poi cucino per noi (poco, pochissimo). Poi evviva arriva quasi sempre il papà e gliene mollo uno, a seconda di chi ha meno bisogno di me.

E poi stramazzo.

Il neonato è facile. Se ho sonno lo attacco e dormo. Se dorme ho tempo per me. Un neonato se ne frega se luglio in città è faticoso, se i suoi amici che ancora non ha sono partiti, se il pomeriggio è lungo se non ti inventi qualcosa da fare.

Una duenne è difficile, perchè non la puoi tenere in casa tutto il giorno, soprattutto se in casa c’è una tv e con questo caldo lei farebbe solo quello, guardare la tv.

Quindi ho deciso. Domani lei va via una settimana con i nonni. Con un po’ di paura che si senta mandata via, ma spero di no (chi ha consigli li dia), con la sicurezza che andrà a stare meglio perché c’è la piscinetta, il lago, il secchiello, le oche. E non c’è più l’asilo. Che sta salvando la mamma, ma sta annoiando lei. Che se a due anni al mattino dici “ho mal di pancia” pur di non andarci, qualcosa che non va c’è.

Per una volta cerco di non pensare a me che faccio fatica a mandarla via, ma penso a lei, che ha bisogno di non andare al nido. Potendolo fare.

Il neonato è facile. La Patata va in vacanza. E così, lo so, faremo vacanza anche noi. E forse, una volta all’anno, ci sta. Senza troppi sensi di colpa. Forse.


 

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Comments (12)

  1. E’ difficile separarsi dai pargoli, anche per mandarli a star meglio, in vacanza, coi nonni.
    A me e’ capitato qualche volta nei mesi scorsi, per far cambiare aria al Patato, o perche’ i suoi genitori, in momenti un po’ particolari, avevano urgenza di qualche giorno di tregua.
    Mi sono sempre sentita divisa a meta’: da una parte la consapevolezza di aver deciso per il meglio, dall’altra la “pancia” che faticava ad accettare la cosa. Credo sia inevitabile, ma anche le mamme hanno diritto a quel minimo di riposo, altrimenti rischiano di diventare mamme cattive.

    1. l’anno scorso l’ho fatto per la prima volta. ed ero molto molto più in crisi. stavolta so che starà bene, ma ovviamente mi chiedo sempre quanto sentono il passare del tempo, quanto le mancherò… e a ‘sto giro ho pure il dubbio per il bimbo che resta a casa. lo capirà che lui sì e lei no… vabbè. vediamo. sicuramente andiamo a fare un aperitivo 😉

  2. Sono stato il primo tra gli amici ad avere i figli e li rincuoravo quando loro ne avevano di piccoli dicendo: Vedrai il bello arriva quando metterà i piedi a terra.
    Ma tu lo sai già per cui non ti dico niente di nuovo se non il fatto che il secondo è un po’ più facile e poi adesso è vero che ti senti più famiglia? A me ha dato questa sensazione.
    La piccola dai nonni mi sembra una buona idea, tanto quando sarà grande avrà dimenticato e non te lo rinfaccerà che l’hai cacciata appena è nato il fratellino. ahahahahah

    1. più famiglia. ma il bello per me è da subito, la fase newborn mi piace un sacco. 😉
      grazie per le tue parole “rincuoranti”. avercene. 😛

  3. Un pezzo bellissimo! I nonni saranno felicissimi e anche la patata! Secondo me sarete voi a sentirne la mancanza. Io non concordo con la scuola di pensiero che vede nei “marmocchi” un limite all’intimità della coppia! Credo che si ragioni in questo modo quando non si è genitori o non ci si trovi in una coppia solida e unita da una vera passione. Un figlio alle volte è anche il pretesto per non dare per scontata l’intimità e per evitare che il rapporto si appiattisca. La passione non dipende dai momenti di “romaniticismo da fotoromanzo” ma dalla voglia di ritrovarsi insieme, una voglia che non può essere la sezione di un diagramma che riduce la vita ad una scaletta schematica in cui da ora tot a ora tot sei moglie, poi sei amica, poi sei amante, poi sei madre, poi sei figlia… per ora sono singol e questa concezione della vita che riscontro in molti ragazzi con cui mi trovo a parlare mi porta a vedere la coppia come ad un freddo ufficio di un’azienda che confeziona aria fritta da passare al microonde. Se è tutto qui penso di non essere pronta per nessuna relazione e mi dispiace per i miei spasimanti… in realtà sono loro ad essersi messi in salvo 🙂

  4. a) mi manca tantissimo. mi godo il riposo. ma mi manca tantissimo.
    b) hai presente quando chiedevi un tema per un prossimo post? ecco, lo hai trovato. lo scrivi per favore? 🙂

  5. Intanto auguri per il nuovo arrivato!! La mia nuova arrivata è arrivata il 25 Giugno!! Come ti capisco … ho dovuto anch’io lasciare le mie altre due bimbe dai nonni.
    Per forza… non avevo scelta … ma da un lato sono contenta perche’ so che fa piacere ai nonni e le mie bimbe si creano dei bei ricordi di loro.
    Purtroppo muoversi con più figli è un macello quando si deve fare tutto da sole! In questi giorni fra visite e controlli miei e della piccola, non saprei proprio come organizzarmi con 3 bimbe al seguito! La neonata alla fine non è un problema, la porto ovunque e la gestisco senza problemi! Ma le altre due ….
    Cosi’ ora son qua… con il pc sul divano e la piu’ piccola attaccata al seno, la tv accesa sui “miei” canali e non sui cartoni … che dire … mi mancano le bimbe … pero’ anch’io mi godo un po’ di riposo!! 🙂

  6. http://mammagnocca.style.it/

    Resisti! E’ solo il primo anno il più difficile… poi è tutto in discesa… speriamo! Anch’io ho due nani che hanno 18 mesi di differenza…quasi 19! Ora sono 5enne e 3enne e mezzo… e vanno d’accordo, giocano insieme, si scannano…ehm discutono sui giochi! Poi quando il nenonato sarà gattonante e con la fontanella chiusa ci saranno un po’ meno preoccupazioni!!! Mandali più spesso possibile dai nonni senza colpe! Sai come si divertono? Ti abbracciovirtualmentee!!! 😉

    1. 365 giorni. meno una ventina… sono già a buon punto! 😉 resisto. ora mi godo i pianti e i capricci in contemporanea nei momenti migliori! 😀 ringrazio e ricambio abbraccio. e vado a sbirciare il tuo blog! 😉