guarda che è normale mamma

Liberate la mamma

Non dico niente di nuovo. Chissà quante come me. Piove tutta settimana, potresti uscire ma sei chiusa tra le tue amate quattro mura. Poi arriva il week end, spunta il sole e con il sole arriva la febbre. Non è che hanno inventato la legge di Murphy per caso.

Non so voi, ma io in casa tutto il giorno non ci so stare. Uscivo con una di otto giorni, figuriamoci con una di due anni. A un certo punto mi viene l’ansia da prigioniera, soprattutto se fuori c’è il sole, soprattutto dopo una settimana di pioggia. Il mio carceriere poi si dà il caso che sia un esemplare di mammonum mammonis, ovvero già quando sto bene mamma non ti mollo neanche se vai in bagno, figuriamoci da malata. Per cui,  accettata la versione Pollyanna vedi il lato positivo (si fa per dire) che la malattia sia arrivata al week end così invece delle tue sole braccia ci saranno anche le due del papà, alla fine è come essere da sola. Perché lei se ha male chiama mamma, se ha sete chiama mamma, se ha il momento di tristezza chiama mamma, se è felice chiama mamma. E il papà ci prova a liberarmi, anche solo per dieci minuti. Ma viene scacciato, respinto. In malo modo. Che anche se lo sa che lei gli vuole bene ed è la sua Patata unica e speciale, rimane male. In fondo vorrebbe solo aiutare e non assistere a una crisi di pianto in cui tra un singhiozzo e l’altro si sente TU NO TU NO TU NO. Perché no, lei vuole solo la mamma. E mentre lui, anche se demoralizzato, a quel punto è libero, la mamma rimane. Qualcuno a un certo punto liberi anche lei, vi prego.

La Patata ammalata ha due tipi di stati d’animo in malattia. Il primo è “sono di ottimo umore e tenerissima, molto meglio di quando sto bene”. Ci piace assai. Il secondo è più normale “sono insopportabile, faccio mille capricci, mi lamento un sacco. E chiamo mammamammamamma”. Dura molto di più.

Ora, già per me la domenica è un giorno difficile che ogni volta mi invento inviti insistenti (la mia amica di panza è praticamente costretta da inizio inverno a presentarsi da noi di domenica) e cerco compagnia disperatamanete perché, soprattutto d’inverno, non ce n’è, la domenica non passa più. E il papà e io proviamo anche a darci il cambio, a inventarci attività creative, a intrattenerci in mille e più modi. Ma la domenica è lunghissima se la passi in casa.

Quindi metti una domenica con la febbre e il secondo stato d’animo, posso solo pensare che una fuga dalla finestra non sarebbe poi così contro natura (tanto abito al pian terreno, non rischio niente).

Fortunatamente ci sono quattro nonni. A coppie di due si dimostrano sempre disponibili e così anche in questa domenica infernale le nostre due ore d’aria le abbiamo prese. Ma io mi chiedo, chi non ha nonni, chi è da solo, come fa? Ma voi di domenica che fate? Ma la febbre quando passa? (ok questa non c’entra, ma è un pensiero ricorrente anche mentre scrivo).

Dovrebbe esistere un gruppo di supporto. Liberate la mamma. Ogni tanto è necessario.

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Comments (12)

  1. quando lo trovi avvisami. che te lo dico io come si fa. cioè come non si fa. che senza nonni amiche di panza cugine fratelli sorelle fratelle amici immaginari in realtà si sopravvive. e pure male, in alcuni momenti. :*

  2. La mamma si libera verso i 5 anni. Che la prima volta che mi son sentita dire “brava mamma che esci così sto da sola col papi” mi è venuto il magone, ma non per l’abbandono, per la liberazione!!!
    Prima era pure da noi tutto un “sololamamma” o un “il papà è bilutto” che il Traspamarito ci restava malissimo.
    Coraggio!!!

    1. ok, quindi considerando che ne faccio un altro, ho altri cinque anni davanti! a posto (che poi non è che mi dispiaccia essere oggetto di culto. ma ogni tanto anche uno sguardo al papà non farebbe male a nessuno! 😉

      1. Dai non è detto, magari ti viene maschio e contrariamente ad ogni statistica sarà attaccato al papà in modo esclusivo (conosco più di un maschietto per cui la mamma è un optional del papà)
        Pensavo che la mia fosse una femmina anomala (che le femmine preferiscono il papà e si sa) invece il tuo caso mi conforta 🙂

        1. un po’ lo spero che il prossimo/a si attacchi a lui. perchè è più di due anni che gli prometto che arriverà il momento in cui, essendo femmina, avrà occhi solo per lui. Ma inizio/amo a non crederci più.

  3. Una piccola riflessione sul “voglio solo la mamma”, di cui purtroppo sono vittima anche io, e dopo tre figli ormai me ne sono fatta una ragione….
    Conosco una mamma con due figlie che aveva iniziato come tutte noi….
    Ad un certo punto per cause di forza maggiore si è ritrovata a lavorare a tempo pieno (fuori casa dalle 7.30 alle 19), con un marito che lavora part time dalle 9 alle 13 e le due bimbe di 5 e 3 anni.
    Ora, dopo due anni che il papà si occupa di :
    far alzare le bimbe, prepararle la colazione, vestirle, lavarle, accompagnarle a scuola, andare a prenderle, portarle al parco, dalle amichette, alle feste di compleanno dei compagni, ecc. ecc. ….
    siamo passati al “voglio solo papà”!!!! e vi assicuro che la mamma è una normalissima mamma affettuosa….
    Che basti “solo” questo?

    1. be’, sicuramente il numero di ore trascorse insieme e l’accudimento influsicono non poco. io ammiro il papà che mantiene un’aria serena, perchè io, se fosse il contrario, starei malissimo. dico tanto, mi lamento quando sono in “prigione malattia”, ma mi piace tanto, tantissimo, essere al centro della sua attenzione. ma chi mai mi guarderà più con quegli occhi che brillano al mio ingresso nella stanza? 😉